Vai al contenuto

Tekit

News

Riscaldamento a Bruxelles: gli errori comuni da evitare nel tuo appartamento

Un radiatore che funziona al massimo in un soggiorno mentre la camera rimane gelida, una bolletta del gas che sale senza spiegazione, una manutenzione rimandata di anno in anno: negli appartamenti brussellesi, gli stessi errori di riscaldamento si ripetono…

Homme réglant le thermostat d'un radiateur blanc dans un appartement bruxellois en hiver

Un radiatore che funziona al massimo in un salotto mentre la camera rimane gelida, una bolletta del gas che sale senza spiegazione, una manutenzione rinviata di anno in anno: negli appartamenti brussellesi, gli stessi errori di riscaldamento si ripetono costantemente. Costano caro, degradano il comfort e, con il inasprimento delle normative PEB nella Regione di Bruxelles, possono anche complicare la rivendita o l’affitto di un immobile.

Soglie PEB a Bruxelles: perché il riscaldamento non si pensa più da solo

Spesso si tende a scegliere o sostituire una caldaia guardando esclusivamente la bolletta annuale. La traiettoria PEB brussellese rende questo approccio obsoleto. Dall’ordinanza del 7 marzo 2024, completata da un decreto ministeriale pubblicato a marzo 2026, ogni abitazione dovrà rimanere sotto 275 kWh/m² all’anno entro il 1 gennaio 2033, cioè almeno una classe energetica E.

Nel lungo termine, l’obiettivo scende a 150 kWh/m² all’anno (classe C). Installare un sistema performante in un appartamento mal isolato è come riscaldare con le finestre aperte: la caldaia compensa, il consumo esplode e il certificato PEB rimane scarso.

L’errore concreto lo si vede spesso negli edifici delle comuni di Saint-Gilles o Woluwe-Saint-Lambert: un proprietario sostituisce la sua vecchia caldaia a gas con un modello a condensazione senza toccare l’involucro termico. Il risparmio sulla bolletta esiste, ma l’immobile rimane lontano dalle soglie normative. Anticipare le errori comuni nel riscaldamento a Bruxelles passa prima di tutto attraverso una lettura incrociata del PEB e della dimensione dell’impianto.

Donna che osserva un igrometro in una cucina di un appartamento brussellese con condensa sulle finestre

Caldaia a gas o a gasolio a Bruxelles: cosa cambia il divieto per gli appartamenti esistenti

Bruxelles ora vieta le nuove caldaie a gas e a gasolio negli edifici nuovi dal 2025. Per gli appartamenti esistenti, è ancora possibile sostituire una caldaia difettosa con un modello a gas, ma la finestra si riduce. Investire oggi in una caldaia fossile impegna per quindici a venti anni, un periodo che sovrappone le future fasi di restrizione.

L’errore frequente: sostituire con un modello identico senza porsi la questione dell’alternativa. In un appartamento con una rete di radiatori ad alta temperatura, passare a una pompa di calore aria-acqua richiede spesso di rivedere gli emettitori di calore. I ritorni variano su questo punto a seconda della configurazione dell’edificio e dell’accordo del condominio. È una discussione da avere con un tecnico del riscaldamento prima di firmare un preventivo, non dopo.

Condominio e riscaldamento collettivo a gas

In molti edifici brussellesi, il riscaldamento è collettivo. Cambiare fonte di energia richiede un voto in assemblea generale e una dimensione globale. Un solo proprietario non può decidere di passare a una pompa di calore individuale se la rete comune alimenta tutto l’edificio.

Il tranello: aspettare un guasto della caldaia collettiva per avviare la riflessione. A quel punto, il condominio è sotto pressione, la riparazione costa cara e la soluzione scelta è raramente la più adatta a lungo termine.

Manutenzione della caldaia obbligatoria: i termini che gli inquilini ignorano

Nella Regione di Bruxelles, la manutenzione di una caldaia a gas è obbligatoria ogni due anni, e ogni anno per una caldaia a gasolio. Non rispettare questi termini espone a sanzioni, ma soprattutto a un degrado progressivo del rendimento e a un rischio di intossicazione da monossido di carbonio.

Sul campo, si osserva che molti inquilini pensano che la manutenzione riguardi esclusivamente il proprietario. La ripartizione dipende dal contratto di locazione e dal tipo di contratto, ma nella maggior parte dei casi, la manutenzione ordinaria spetta all’inquilino. Aspettare che il proprietario prenda l’iniziativa significa perdere uno o due cicli di manutenzione.

  • Controllare la data dell’ultima manutenzione all’ingresso nell’appartamento (richiedere l’attestato)
  • Programmare un promemoria annuale o biennale a seconda del combustibile utilizzato
  • Conservare ogni attestato di controllo: è richiesto in caso di sinistro o di controllo di conformità

Dettaglio di un vecchio radiatore in ghisa con valvola di sfiato in un corridoio di un appartamento brussellese

Termostato e valvole termostatiche: le regolazioni che gonfiano la bolletta del riscaldamento

Alzare il termostato a 25 °C per riscaldare più velocemente non funziona: la caldaia non scalda di più, scalda più a lungo. Ci si ritrova con un salotto surriscaldato e una bolletta gonfiata, senza guadagnare in comfort reale nelle stanze lontane.

Ogni grado in più aumenta significativamente il consumo. La temperatura raccomandata per un soggiorno si aggira intorno ai 20-21 °C, e tra 16 e 18 °C per le camere da letto di notte.

Valvole termostatiche mal utilizzate

Le valvole termostatiche sui radiatori permettono di modulare la temperatura stanza per stanza. L’errore classico: aprirle tutte al massimo e regolare solo tramite il termostato centrale. Il risultato è un riscaldamento uniforme in tutto l’appartamento, comprese le stanze non occupate.

  • Regolare le valvole delle stanze di vita su 3 o 4, quelle delle camere su 2
  • Chiudere le valvole delle stanze non occupate durante il giorno (ufficio vuoto, camera degli ospiti)
  • Non chiudere mai completamente un radiatore in una stanza umida, pena la condensa sulle pareti

Perdita d’acqua e pressione del circuito: i segnali da non ignorare

Una caldaia che si mette in sicurezza in modo ripetuto segnala spesso un problema di pressione nel circuito. Quando la pressione scende sotto 1 bar, il sistema si ferma. Al contrario, una pressione troppo alta può indicare un vaso di espansione difettoso o una perdita da qualche parte nella rete di radiatori.

Una perdita lenta su un raccordo di radiatore passa inosservata per mesi, il tempo che compaia una macchia di umidità sul soffitto del vicino. In appartamento, i danni si propagano rapidamente tra i piani.

Prima di chiamare un servizio di riparazione, si può controllare da soli il manometro della caldaia. Se la pressione è bassa, riempire il circuito tramite il rubinetto di riempimento fino a raggiungere l’intervallo indicato dal produttore (generalmente tra 1 e 1,5 bar). Se la pressione scende di nuovo dopo pochi giorni, è segno di una perdita che richiede l’intervento di un tecnico del riscaldamento.

Il riscaldamento in un appartamento brussellese non si riassume alla scelta di un’attrezzatura. È un insieme di regolazioni, manutenzioni e decisioni che si inseriscono in un quadro normativo sempre più rigoroso. È meglio correggere questi errori ora piuttosto che scoprirli durante un audit PEB o un guasto in pieno inverno.

Riscaldamento a Bruxelles: gli errori comuni da evitare nel tuo appartamento