Vai al contenuto

Tekit

News

Tutto quello che c’è da sapere sull’informatica: concetti chiave, suggerimenti e novità da scoprire

L'informatica non si limita più al computer posato su una scrivania. Essa pervade le pratiche amministrative, gli strumenti di lavoro collaborativo, la gestione dei…

Femme développeuse web concentrée sur son code dans un bureau moderne, illustrant les concepts clés de l'informatique

L’informatica non si limita più al computer posato su una scrivania. Essa pervade le pratiche amministrative, gli strumenti di lavoro collaborativo, la gestione delle scorte di una panetteria come il pilotaggio di un satellite. Il termine comprende sia hardware, software, reti e dati, sia un ecosistema di competenze di cui una parte significativa della popolazione francese è ancora distante.

Competenze digitali in Francia: cosa dicono gli ultimi barometri

Gli articoli che spiegano le basi dell’informatica presumono spesso un lettore pronto ad apprendere. I dati recenti mostrano che il problema si trova a monte. Secondo l’INSEE (Focus n°376, 2025), il 34 % delle persone tra i 16 e i 74 anni manca di competenze digitali di base, e il 7 % si trova in una situazione di illetteratismo digitale, cioè nell’incapacità di utilizzare uno strumento digitale comune.

Dal lato delle aziende, il Barometro France Num 2025 fornisce un’illuminazione complementare: il 55 % delle TPE/PME dichiara di avere competenze digitali interne, in aumento di nove punti rispetto al 2024. La dinamica esiste, ma il principale freno citato rimane la mancanza di tempo, menzionata da oltre la metà dei rispondenti.

Questo scarto tra l’offerta di risorse didattiche online (tutorial, MOOC, forum) e la reale capacità degli utenti di appropriarsene merita di essere tenuto a mente. Accumulare informazioni informatiche su wikidark.org o su altri portali specializzati produce effetto solo se il tempo e il supporto seguono.

Uomo che ripara un computer desktop esaminando i suoi componenti interni in un laboratorio, rappresentando la manutenzione informatica

Hardware, software e cloud: tre livelli da distinguere

Quando si parla di informatica in senso ampio, si mescolano spesso tre livelli che obbediscono a logiche diverse.

Hardware fisico

Processore, memoria RAM, scheda grafica, periferiche di archiviazione: l’hardware fissa i limiti di ciò che una macchina può calcolare in un dato momento. Un computer che invecchia non rallenta per capriccio, ma si scontra con software le cui esigenze in termini di risorse sono aumentate più rapidamente rispetto ai suoi componenti.

Strato software

Sistema operativo, applicazioni aziendali, browser web: ogni programma traduce un’intenzione umana in istruzioni comprensibili dal processore. Il confine tra software installato localmente e servizio accessibile online si sta sfumando. La maggior parte delle suite per ufficio, degli strumenti di contabilità o delle piattaforme di videoconferenza ora funzionano in un browser.

Il cloud e le sue implicazioni

Esternalizzare l’archiviazione e il calcolo in data center remoti modifica la relazione con la macchina. L’utente guadagna in flessibilità (accesso da qualsiasi schermo, aggiornamenti automatici) ma perde in visibilità sulla localizzazione e sulla sicurezza dei propri dati. Il cloud sposta la responsabilità tecnica senza eliminarla.

Cybersicurezza quotidiana: i riflessi che contano davvero

Gli articoli per il grande pubblico elencano spesso decine di buone pratiche. Tre di esse coprono la stragrande maggioranza dei rischi incontrati da un privato o da una piccola struttura.

  • Utilizzare un gestore di password per evitare la riutilizzazione dello stesso identificativo su più servizi. Una password unica per ogni account riduce l’effetto domino in caso di fuga di dati.
  • Attivare l’autenticazione a due fattori (2FA) ovunque sia proposta, privilegiando un’app dedicata piuttosto che il SMS, più vulnerabile all’intercettazione.
  • Aggiornare il sistema operativo e le applicazioni non appena i correttivi sono disponibili. La maggior parte degli attacchi sfrutta vulnerabilità già corrette ma non applicate dall’utente.

La cybersicurezza non è un campo riservato agli esperti. Essa si basa prima di tutto su abitudini, non su strumenti costosi.

Due studenti che collaborano su risorse informatiche in una moderna biblioteca universitaria, simboleggiando l'apprendimento dell'informatica

Sviluppo software e strumenti no-code: a che punto è la democratizzazione

Imparare un linguaggio di programmazione (Python, JavaScript, SQL) rimane il percorso classico per comprendere la logica interna di un software. I linguaggi di programmazione strutturano il pensiero algoritmico: decomporre un problema, iterare, condizionare, archiviare.

Parallelamente, le piattaforme no-code e low-code consentono di creare applicazioni funzionali senza scrivere una riga di codice. Moduli, automazioni, dashboard: questi strumenti coprono uno spettro di esigenze che, dieci anni fa, avrebbe richiesto un sviluppatore.

Il no-code non sostituisce lo sviluppo classico, ne copre una parte a bassa complessità. Non appena un progetto richiede trattamenti specifici, un’integrazione su misura o un carico di lavoro significativo, il codice diventa nuovamente necessario. I feedback sul campo divergono su questo punto: alcune TPE costruiscono l’interezza del loro sistema informativo su no-code, altre raggiungono rapidamente i limiti di queste piattaforme.

Carenza di talenti IT in Europa: un freno strutturale

L’Unione europea affronta un deficit stimato in diversi milioni di professionisti nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, un divario che compromette gli obiettivi della Decade digitale 2030. Il reclutamento al di fuori dell’UE si sta accelerando per compensare la mancanza di profili formati localmente.

In Germania, uno studio di Bitkom ha rilevato una riduzione significativa del numero di posti IT vacanti, ma il livello rimane elevato. In Francia, la tensione colpisce particolarmente i mestieri legati alla cybersicurezza, al cloud e all’intelligenza artificiale.

Questa carenza ha conseguenze dirette sulle aziende di tutte le dimensioni: tempi di consegna dei progetti digitali allungati, sovraccosto dei servizi, dipendenza crescente dai fornitori esterni. Per le persone in riconversione o in formazione, il mercato rimane ampiamente aperto.

L’informatica nel 2025 non è più un argomento tecnico isolato. È un tessuto di competenze, infrastrutture e scelte organizzative che tocca sia la sovranità digitale europea che la capacità di un artigiano di emettere una fattura dematerializzata. Le risorse per progredire esistono, il fattore limitante rimane il tempo che si accetta di dedicare.

Tutto quello che c’è da sapere sull’informatica: concetti chiave, suggerimenti e novità da scoprire